Co-Incenerimento di rifiuti

Il processo di co-incenerimento del CSS (Combustibile da rifiuti) è autorizzato nel forno nel nuovo cementificio. Con il seguente schema proviamo a descrivere meglio il processo di Co-incenerimento dei rifiuti (ad esempio sotto forma di CSS) che viene effettuato in un forno da cemento.

A destra un processo di incenerimento rifiuti, al centro un forno che produce cemento (o altro impianto industriale con un forno) e a sinistra un forno che produce cemento incenerendo rifiuti (o css).

2015-02-07 20_03_36-camerino finale.pdf - Foxit Reader - [camerino finale.pdf]

Oltre alla produzione di cemento quindi viene effettuata una sorta di “smaltimeneto rifiuti” diverso nelle tecnologie, ma simile nella sostanza di portare a recupero energetico i rifiuti invece che riciclarli o metterli in discarica.

Tale processo in verità presenta dei vantaggi sotto il punto di vista dei residui della combustione che nel caso di incenerimento venivano smaltiti in discarica, mentre adesso vengono parzialmente inglobati nel cemento prodotto.

Sotto questo aspetto però gli svantaggi potrebbero essere maggiori dei vantaggi perchè potremmo avere in futuro un caso simile all’amianto.

Infatti il processo di co-incenerimento oltre ai problemi di emissioni gassose nocive produrrà anche un cemento che, anche essendo a norma, potrebbe avere problemi di tossicità dato che “immerso” nel cemento ci saranno gli inquinanti che prima si smaltivano in discarica e che ora andranno nelle nostre case e nelle nostre scuole sotto forma di manufatti di cemento, quindi anche in questo caso bisognerebbe utilizzare il principio di precauzione.

Vi è insomma un dibattito aperto su tale aspetto tant’ è vero che anche l’unione europea sta pensando di aggionare la normativa, rendendo almento tracciabile il cemento prodotto in questa maniera. Vedi ad esempio:

http://www.associazionearianova.it/jooSite/index.php?option=com_content&view=article&id=118:veleni-nel-cemento-lue-prevede-lobbligo-di-informazione&catid=21:notizie&Itemid=53

 “Entro aprile 2014 la Commissione valuterà la necessità specifica di informazioni sulle sostanze pericolose contenute nei prodotti da costruzione, incluso il cemento, e vaglierà l’opportunità di estendere ad altre sostanze l’obbligo di informazione”. Questa è la risposta del Commissario Ue Janez Potočnik ad Andrea Zanoni, eurodeputato IdV e membro della commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo. Zanoni aveva presentato un’interrogazione alla Commissione dopo il caso avvenuto a Musestre (frazione del comune di Roncade in provincia di Treviso) di una cittadina, che per un contenzioso legale contro un fornitore e un produttore di cemento, aveva fatto eseguire cinque perizie sulla propria abitazione che avevano rilevato nel cemento utilizzato diossine e metalli pesanti.

“L’articolo 11 del regolamento CE n.1272/2008 stabilisce che è necessario tenere conto di ogni impurità, additivo o singolo costituente identificato. Qualora il cemento, a causa del suo processo di produzione, contenga sostanze pericolose in quantità tale da classificarlo come pericoloso, l’etichetta deve indicare i rischi identificati”, scrive Potočnik.

Zanoni: “Il problema è che nei cementifici si brucia di tutto e perciò nei cementi potenzialmente finisce di tutto, comprese sostanze dannose per la nostra salute come già successo in una abitazione di Musestre in provincia di Treviso. Tra il materiale incenerito per produrre energia, troviamo rifiuti come quelli urbani, farine e grassi animali, plastiche, gomme, pneumatici usati, fanghi da depurazione e rifiuti pericolosi come oli usati, emulsioni oleose, solventi non clorurati. Inoltre troviamo anche innumerevoli rifiuti derivanti da impianti di combustione (ceneri), da impianti siderurgici (scorie, terre di fonderia, polveri, fanghi) e dall’industria chimica (gessi, fanghi, ecc.). Una volta inceneriti, finiscono nell’impasto finale del cemento che viene utilizzato per la costruzione di case e luoghi di lavoro”.

 

Lascia un commento