COSMARI Limiti Diossina Superati

http://www.cronachemaceratesi.it/2013/08/09/non-ce-pace-per-il-cosmari-superati-i-limiti-di-diossina-e-furani/364640/

ripartiamo da  questa notizia per continuare il nostro discorso sul cementificio. Come sempre esprimo le mie idee e gradirei che ci fosse una risposta non solo da chi è d’accordo , ma anche da chi non condivide i miei pensieri.

Questa è una notizia che causa molta tristezza, ma  è una notizia importante: il motivo fondamentale dell’esistenza del nostro comitato sta nel fatto che anche con le BAT non c’è sicurezza nella conduzione di un cementificio che tratta Pet-coke, CSS, Rifiuti.

La conseguenza immediata è che il nostro Comitato è contrario alla costruzione di uno stabilimento che usa come combustibile Pet-coke in quantità doppie delle attuali, uno stabilimento che usa CSS, uno stabilimento che tratta rifiuti.

La conseguenza immediata è che il nostro comitato è contrario alla costruzione di uno stabilimento che usa le sostanze inquinanti sopra menzionate per…. produrre un cemento ad alto contenuto, come minimo, di metalli pesanti: non è un prodotto strategico nè per Castelraimondo, nè per Macerata, nè per la regione Marche, nè per l’italia.

L’assessore Sara Giannini, durante l’ultimo incontro, ci ha detto che il nuovo stabilimento sarà solamente un cementificio: se i cementifici moderni necessariamente devono bruciare Pet-coke, CSS, trattare rifiuti (perchè ??????????????????????????) noi siamo contro i moderni cementifici, a tutti i costi perchè il nostro territorio non è datto a simili impianti.

Non parlo di problemi di lavoro, in quanto il cementificio Sacci, così come era nato 40 anni fa, non esiste più e non siamo noi che lo abbiamo eliminato: lo hanno eliminato le BAT. Ora gli amministratori cerchino le BAT  che permettono di  trovare un lavoro dignitoso a quanti sono stati depredati del loro lavoro, dalla tecnologia che avanza.

Oggettivamente, per scegliere l’ubicazione di un impianto come questo, non si possono rivolgere ad un territorio sovrappopolato come è tutta l’Italia. Dobbiamo accettare che  I cementifici che utilizzano le BAT, semplicemente, in Italia non possono esistere. Qui dobbiamo fare altre attività, delle quali, in questo momento, non è nostro compito occuparci, anche se avessimo delle idee a proposito.

Le istituzioni che ci dovrebbero proteggere ci obbligano a tutta una serie di attività mirate alla salvaguardia della salute della popolazione, mentre queste attività sarebbero il loro compito. L’assessore Sara Giannini si scandalizza quando chiediamo che la Sacci preveda una rete di recettori di ricadute al suolo gestite dai comuni e dalle associazioni: come pretende che abbiamo fiducia in enti che hanno sempre latitato (naturalmente con degli ottimi motivi politico-burocratico-legislativi)?

Come può l’assessore Sara Giannini, chiedere fiducia nelle istituzioni, se lei è la prima a negare l’opportunità di fare rilevamenti sullo stato attuale sanitario? Neanche prende i considerazione, l’assessore, di rilevare la situazione attuale per analizzare se questo nostro territorio è in grado di sopportare un cementificio costruito con le BAT.

Il vecchio impianto non avrebbe dovuto bruciare Pet-coke, non avrebbe dovuto trattare rifiuti e ci piacerebbe sapere in base a quali criteri sono state concesse deroghe ed autorizzazioni, delle quali siamo venuti a conoscenza solo studiando l’AIA di gennaio 2013. (Prima ci fidavamo delle Istituzioni….)

Potremmo sapere, ora, assessore, quali sono le conseguenze sanitarie di queste vostre concessioni e deroghe, prima di accettare un mega impianto che emette molto di più e che in caso di malfunzionamento, ammesso nella vostra AIA, verserebbe sulla popolazione una quantità enorme di inquinanti?

Il nuovo impianto userà le BAT, studiate per produrre cemento a basso costo, propagandate come se fossero state fatte per dare maggior protezione complessiva alla popolazione. Se non si bruciasse Pet-coke,CSS, e se non si trattassero rifiuti (ma a che servono per fare cemento????????????????credo che ci sia qualcosa sotto, che non me la raccontano giusta) le BAT sarebbero molto più semplici , l’impianto meno costoso, con meno pericoli per la salute.

Con la presente  invito a quanti hanno sottoscritto i ricorsi all’AIA davanti al Tar delle Marche, a non recedere per motivi di parte politica. Il Cosmari è un buon esempio di quello che succederà se venisse realizzato, come dice il sindaco di Castelraimondo, l’investimento del nuovo impianto SACCI.

Cordiali saluti

Luigi Travaglini

P:S:oltre ai destinatari indicati negli indirizzi, la presente è inviata anche ai sindaci di Castelraimondo, Gagliole, San Severino e ad alcuni parlamentari delle Marche.

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2 risposte a COSMARI Limiti Diossina Superati

  1. Piervittorio scrive:

    Mi pare che sull’argomento ci sia parecchia confusione, e che molte persone in buona fede senza rendersene conto facciano il gioco della lobby delle discariche….
    Cerchiamo di chiarire alcuni punti.
    1) Il cemento è fondamentale per ogni attività umana, anche le più ecosostenibili: dalle dighe delle centrali idroelettriche agli enormi plinti delle pale eoliche, passando per il necessario riassetto idrogeologico del nostro territorio e all’indispensabile ricostruzione di vecchi edifici pubblici secondo le norme antisismiche, per arrivare fino al miglioramento della viabilità sia su strada che su rotaia, che ci piaccia o no dobbiamo utilizzare montagne di cemento.
    2) Il cemento, ci piaccia o no, necessita di carbone, o in alternativa necessita di altro combustibile che consenta temperature di combustione tra i 1.400 ed i 2.000 gradi. Si tratta di combustione VERA, non co-combustione come avviene nei termovalorizzatori. Senza un vera e perfetta combustione, il cemento non si fabbrica. E se nel combustibile c’è cloro superiore a soglie infinitesimali, il cemento identicamente non si fabbrica.
    3) L’impatto ambientale ed economico della nostra dipendenza dal carbone, che è il combustibile fossile più utilizzato per coprire in nostro fabbisogno energetico, è enorme. Qualsiasi cosa si possa utilizzare IN SOSTITUZIONE del carbone, una volta definito il processo di combustione e verificate le emissioni è COMUNQUE un passo in avanti. Se non si brucia nulla, il cemento non si fabbrica. E siccome il cemento serve, in assenza di alternative si condanna l’Italia ad andare avanti a carbone.
    4) il Decreto Clini, se qualcuno avesse avuto la pazienza di leggerselo, anzichè commentare ideologicamente senza nemmeno sapere di cosa si parla, consente di trasformare la FRAZIONE RESIDUALE LA DIFFERENZIATA in CSS (Combustibile Solido Secondario), frazione che oggi va in discarica. Si parla di dunque di SOSTITUIRE un male necessario non con un male minore (che già sarebbe un vantaggio), bensì con un bene per la collettività (ovvero l’eliminazione/riduzione delle discariche da una parte, e dalla dipendenza dal carbone dall’altra). E tutto questo senza ovviamente impattare negativamente sulla differenziata. Differenziata che auspicabilmente potrà anche in futuro superare il 50%…. ma il restante dove lo mettiamo? Ancora in discarica?
    5) Utilizzare il CSS (ovvero un prodotto che trae origine dal rifiuto, ma viene lavorato al fine di ottenere un materiale totalmente diverso per granulometria, carica batterica, umidità, potere calorico, specifiche chimiche, cloro ecc. ecc.) non significa “bruciare rifiuti”, non più di quanto riciclare la plastica per produrre arredo urbano non significhi “smaltire illegalmente rifiuti pericolosi”. Tra il il “rifiuto” ed il “CSS” c’è in mezzo un processo industriale di trasformazione importante e costoso, nulla a che vedere con i rifiuti “tal quali” che finiscono nei termovalorizzatori.
    6) A livello di controllo delle emissioni nel caso in cui i cementifici utilizzino CSS, il Decreto Clini impone limiti estremamente severi e rigorosi, monitorati in diretta dall’ARPA, così come lo sono sulla caratterizzazione e specifiche del CSS in ingresso. Di fatto, un cementifico che passa al CSS, per certo diminuisce le emissioni nocive rispetto al carbone. E chi vaneggia sbandierando il fantasma della diossina, ovviamente non sa di cosa parla, posto che questa non ha la benchè minima possibilità di formarsi in un cementificio, ove le temperature di combustione sono minimo doppie rispetto alla soglia massima di formazione della stessa!
    7) Ma c’è di più. Le ceneri derivanti dalla combustione del CSS nei cementifici, di fatto sono solo silicati (a causa delle elevatissime temperature) inerti, e come tutti sappiamo, questi sono una delle materie prime con cui si fabbrica il cemento… dunque si riutilizzano persino le ceneri, il che significa che diminuisce anche l’impatto ambientale per l’approvvigionamento della materia prima necessaria alla produzione (meno scavi… meno trasporti….). L’utilizzo del CSS nei cementifici è una “soluzione perfetta” cpme raramente ne capitano nei processi industriali.
    8) Un’altra bufala che leggo spesso, è che tale soluzione porterebbe grandi vantaggi economici ai cementieri. In realtà non è così: il costo di trasformazione del rifiuto in un buon CSS è tutt’altro che economico (si va dai 50 ai 100 euro a tonnellata), ed i forni dei cementifici vanno adattati a ricevere questo combustibile (e modificare un forno costa milioni di euro, a parte il fermo impianto). Quindi il vantaggio è primariamente per la collettività, e secondariamente, in misura molto minore, per i cementifici.
    9) Questi sono i motivi per cui molte associazioni ambientaliste, e la quasi totalità degli ambientalisti “veri” (ovvero dotati di quelle nozioni di chimica e di processi industriali sufficienti a capire ciò di cui si parla) ha accolto entusiasticamente il Decreto Clini, che per l’ambiente in Italia è finalmente un bel passo avanti.
    10) Voglio evidenziare che nei paesi la cui attenzione per l’ambiente è quasi a livello di fanatismo (basti pensare tra gli altri ad Austria ed Olanda), si è nella situazione diametralmente opposta, ovvero ai cementifici viene impedito di utilizzare il carbone,e vengono obbligati ad utilizzare il CSS (in Olanda, paese ad altissima antropizzazione, addirittura la percentuale di sostituzione è al 94%!!!). A dimostrazione che in italia abbiamo pochissimi ambientalisti competenti, ma moltissimi ambientalioti e nimby, gente che parla senza nemmeno conoscere l’abissale differenza tra incenerimento, co-combustione e combustione, e che il vero nemico dell’ambiente, oggi come oggi, forse è da ricercarsi più tra questi ultimi che nell’industria.

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