CSS, QUESTI SCONOSCIUTI…

edNoto che ancora si fa confusione sulle disposizioni che disciplinano l’utilizzo dei CSS (combustibile solido secondario derivato da rifiuto) nei cementifici.

Recenti dichiarazioni dell’azienda Sacci apparse sulla stampa fissano in cento tonnellate al giorno il quantitativo massimo di CSS utilizzabile nel cementificio. Tale dato non trova riscontro nell’AIA rilasciata a gennaio dalla Regione, né nelle recenti novelle normative.

In generale, il CSS è un rifiuto speciale; solo alcuni tipi con determinate caratteristiche stabilite dal DM “end of waste” (n. 22 del 14 febbraio 2013) escono dalla qualifica di rifiuto e prendono quindi il nome di CSS-Combustibile. Il cementificio Sacci è autorizzato ad utilizzare solo ed esclusivamente il CSS-Combustibile e l’AIA non prescrive limiti massimi giornalieri di utilizzo come pure non li prevede lo stesso DM. E’ logico. Non essendo più un rifiuto, è a tutti gli effetti una merce scambiabile sul mercato e non ha senso porre limiti al suo impego (anche se le industrie che lo utilizzeranno dovranno rispettare i limiti di emissione fissati per gli inceneritori; ci sarà un motivo?). Il limite può essere, suppongo, solo dato da motivi “tecnici” per garantire un mix di combustibili ottimali.

Il riferimento erroneo che fa l’azienda al limite delle 100 tonnellate giorno si trova invece nell’atto della camera n. 529 bloccato ancora, per quanto ne so, in commissione. Tale limite riguarda i CSS “normali”, cioé quelli che sono rifiuti speciali e non i CSS-Combustibili, gli unici utiizzabili dalla Sacci.

Per chi volesse approfondire:

Atto 529
http://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/Am0328.htm

DM end of waste
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-03-14&atto.codiceRedazionale=13G00061&elenco30giorni=true

Chiarimenti di Clini
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.asp?highLight=0&idAtto=53666&stile=7

Un’autorizzazione integrata ambientale si compone sostanzialmente di due parti: la parte prescrittiva (il decreto vero e proprio) e la parte istruttoria (dove vengono riassunti tutti i contributi dei vari soggetti che hanno partecipato al procedimento).

Solo ed esclusivamente la parte prescrittiva dell’atto contiene tutte le regole a cui l’azienda deve (obbligo) conformarsi. Come già scritto in questa parte non compare il limite del 30% come quantità massima di CSS-Combustibile utilizzabile in sostituzione del combustibile tradizione. Inoltre, con il decreto “end of waste” tale limite probabilmente non avrebbe senso di esistere: la Regione non può imporre dei limiti all’utilizzo di quello che è, a tutti gli effetti, un combustibile, un prodotto. Il rifermento alla percentuale massima del 30% si trova nella documentazione istruttoria ed è una scelta autonoma dell’azienda, non vincolata da nessuna prescrizione, che su base giornaliera correttamente “cuba” circa 100 t/giorno (anche se le tabelle presenti nel SIA e nel decreto si prestano a molteplici interpretazioni…)

Facendo riferimento alla parte istruttoria del decreto si legge: ” L’industria europea del cemento recupera un’ingente quantità di combustibili derivati da rifiuti, che in taluni impianti sostituiscono i combustibili fossili tradizionali in misura che può anche superare l’80%”. Pertanto, quali garanzie ci sono che in futuro venga rispettato tale limite? Nessuna, anzi, maggiore sarà la percentuale sostituita maggiori saranno i profitti per l’azienda.

Infine, se l’azienda aveva intenzione di rispettare il limite delle 100 t/giorno, perché si è assoggettata ad una procedura di VIA per “Impianti di smaltimento di rifiuti non pericolosi, con capacità superiore a 100t/giorno, mediante operazioni di incenerimento o trattamento”?

Non ci si può meravigliare che ci si interressi a questo progetto, che può e potrà essere un punto di forza del nostro territorio con le dovute accortezze. Non cambia poi molto se si bruceranno 100 o 150 tonnellate al giorno di CSS, l’importate è che nell’interesse di tutti, lavoratori compresi, si accerti che le ricadute al suolo degli inquinanti siano oggi, e in futuro, nella norma. D’altro canto, non si può accettare tutto a scatola chiusa …

Questa voce è stata pubblicata in Ambiente, Comitato, CSS, Rifiuti, Salute. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento